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Aspettando MARIO DESIATI. Consigli di lettura degli 'INCONTRI EXTRAVAGANTI'
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COMUNICATO STAMPA

                                                           
Oggetto: Aspettando Mario Desiati. Consigli di lettura degli
               ‘Incontri Extravaganti’
:

Dicembre. Aria di festa un po’ sottotono tra le strade del centro. Aria di fibrillazione nelle scuole per la chiusura del trimestre. Il Liceo classico ‘Lanza’ , dopo il prestigioso riconoscimento ottenuto questa settimana a Torino del Marchio di qualità S.A.P.E.R.I.si prepara a vivere la prossima settimana il 19 il LANZINFESTA IV edizione, la giornata no stop di arte e creatività del 20 dicembre per la raccolta fondi a favore di Emergency, il 21 il concerto dell’Orchestra da Camera   del Lanza a favore di Telethon.
 Quest’anno il Natale è arrivato in una situazione molto particolare, per la critica situazione internazionale, per le tristi  notizie dei recenti disastri ecologici in Liguria e Sicilia, per i terribili fatti di cronaca legati alle morti bianche sul lavoro delle operaie del maglificio di Barletta o del giovanissimo Francesco Pinna morto lavorando al montaggio di una struttura fatta per divertire migliaia di persone. Eppure…, come abbiamo scritto qualche anno fa, ‘sarà ancora una volta Natale’.

 In questo clima ho pensato che lo scrittore più indicato da ospitare nei prossimi ‘Incontri extravaganti’ fosse il giovane e appassionato Mario Desiati, che sarà ospite del liceo ‘Lanza’ sabato 21/01/12 , h.10.30, in una due giorni che lo vedrà protagonista di incontri interessanti presso la Facoltà di Lettere della nostra Università degli Studi, la libreria Ubik, la Sala Farina.
 Nell’incontro presso il nostro Liceo ricostruiremo le tappe della sua precoce e fortunata carriera letteraria, che l’ha visto quest’anno secondo Finalista al Premio Strega, attraverso la rievocazione degli aspetti e dei personaggi delle sue opere principali ( dal suo splendido romanzo ‘Il paese delle spose infelici’ è stato girato dal regista Pippo Mezzapesa l’omonimo film che ha partecipato riscuotendo notevoli apprezzamenti all’ultima edizione della Mostra del cinema di Roma).

Breve biografia di Mario Desiati:

Tra la nostra generazione di scrittori trentenni, Mario Desiati è uno dei più influenti ed aperti, vista anche l’inscindibile attività parallela di editor e talent scout, prima per Mondadori e di recente per Fandango. Nell’ambiente editoriale si racconta che sia stato proprio lui a scoprire gli ultimi tre casi da record, e cioè Alessandro Piperno, Roberto Saviano e Paolo Giordano. Desiati è un autore di tagliente personalità, perfettamente contemporaneo nel suo legame stilistico con la tradizione letteraria italiana. Pugliese, classe ’77, ha passato la prima parte della sua vita a Martina Franca (Taranto). Laureatosi in giurisprudenza a Bari, si è trasferito a Roma nel 2000, è stato caporedattore della storica rivista ‘Nuovi Argomenti’ (su cui hanno scritto Alberto Moravia ed Enzo Siciliano), dove ha affinato le sue doti di scopritore di talenti che lo hanno portato a diventare uno dei più ascoltati editor junior della Mondadori. Da autore ha esordito come poeta nelle antologie ‘I poeti di vent’anni’ (Stampa 2000) e ‘Nuova poesia italiana’ (mondadori 2004), mentre da romanziere lo ha fatto con ‘Neppure quando è notte’ (peQuod 2003), molto apprezzato da Enzo Siciliano. Tra i suoi romanzi di maggiore successo ricordiamo ‘Vita precaria amore eterno’ (Mondadori 2006), ‘Il paese delle spose infelici’ (Mondadori 2008), ‘Foto di classe. U uagnon se n’asciot’ (Laterza2009), ‘Ternitti’ (Mondadori 2011).

Queste la trame di
                                                 VITA PRECARIA AMORE ETERNO

     Il nostro protagonista è Martino Bux, un trentenne immigrato a Roma da Sigonella, città siciliana posta nei pressi di una base Nato, un incubo mai dimenticato. Martino vive nell’appartamento pagato dai genitori della sua ragazza: la bella, erotica, alternativa ed altruistica Toni. Le pagine della vita quotidiana di Martino sono macchiate dalle mail scambiate con lei, che si trova in Africa per una delle missioni che l’hanno sempre allontanata da lui; lui che senza lei è precario: precario in un lavoro che odia, precario in una scappatella che lo macera, precario in uno sciopero contro la precarietà. Solo il suo amore, apparentemente precario, è eterno e dentro di sé Martino ha sempre Toni: vorrebbe respirarla, berla, diventare la sua pelle, le note scritte a matita sulle pagine dei suoi libri, la lacrima che le riga il viso, il corpo che fa ondeggiare quando cerca lui, per averlo sempre e per sempre.
Questa storia, apparentemente così semplice, si sviluppa su più piani: la storia della famiglia Bux si somma alla paura di una guerra in agguato in Sicilia così come a Roma, con in sottofondo il ronzio di un aereo che violenta le orecchie di Martino e lo costringe ad alzare gli occhi, ma senza aver la forza di scappare; la rassegnazione di fronte ad una madre che parla con i morti scivola nella chiesa dove un padre  ateo prega per il buio del figlio, ormai troppo scuro; il coinquilino immigrato che, nonostante non abbia mai vinto, continua a far sventolare i colori della pace sul suo balcone. Ma in tutto questo dov’è Martino? Chi è Martino? È forse l’ombra di Toni che ha preferito sparire in Africa piuttosto che restare a Roma? E sono poi così diversi il Nord e il Sud del mondo o è proprio il dolore a renderli uguali?
Mario Desiati  stupisce con una scrittura violenta, sporca, nuova, profonda e con un libro che è insieme odio, amore, contestazione, storia, attualità, gioventù, violenza animalesca, passione erotica, crudeltà umana, politica, compassione e dolore.

                                                     Il PAESE DELLE SPOSE INFELICI

Puglia anni Ottanta, Domenico e Francesco, chiamati da tutti Zazà e Veleno, sono due ragazzini che giocano tra gravine e trulli con una banda di personaggi memorabili insieme a cui cresceranno. I due vengono da famiglie molto diverse: Zazà vive in un quartiere popolare, Veleno è un figlio di papà. Negli anni si imbatteranno in Annalisa, una ragazza dalla vita poco ordinaria e dalla bellezza fuori dal comune. Annalisa frequenta i matti del paese, si veste fuori moda, chiacchiera soltanto con uomini molto anziani e si porta addosso terribili dicerie che gli eventi paiono confermare drammaticamente con il passare del tempo. Eppure il suo fascino unico sembra perseguitare come una maledizione i due amici, cui la vita serba disavventure e svolte clamorose.

                                                                 FOTO DI CLASSE

Con 'Foto di classe. U uagnon se n'asciot', pubblicato da Laterza, Mario Desiati riesce a fondere invenzione narrativa e verosimiglianza documentaria senza calcare la mano o proporsi, tanto meno, la dimostrazione di una tesi precostituita.
A distanza di un decennio, l'autore deduce e traspone nel romanzo le singole storie dei suoi ex compagni di Liceo regalandoci un libro che è tanto il diario di un ritorno a casa quanto il privato bilancio, scandito per frammenti biografici, di una congiuntura generazionale: da un lato lo scrittore ritrova il paesaggio familiare (il centro storico di Martina coi suoi riti municipali e tribali, un gioiello a picco sugli sfregi paesistici del Siderurgico Italsider), dall'altro è indotto a ripercorrere strade e ferrovie di una fuga comune e mai differibile, verso Parma, Milano, Roma, la Versilia.
"Ci eravamo rivisti dopo oltre dieci anni. Girava una foto di classe che alla fine della serata mi ritrovai in mano. Scorrevo i visi. Di quei venti ragazzi, erano rimasti sotto l'Ofanto soltanto in quattro. Decisi che avrei dovuto ricercarli tutti". "Qualcuno ha detto che la cosa che più gli manca nella nuova vita da fuorisede è un albero d'arancia del giardino. Non che manchino i giardini nelle grandi città italiane, ma a chi mi faceva notare come in piena Roma ci siano aranceti carichi di gemme rosse, portai una busta di arance raccolte a due passi da via Veneto. Non contenevano né polpa, né sugo.
Puzzavano di città come le notti umide d'estate lungo il Tevere o il Naviglio Grande quando l'aria stagna. In quelle arance vuote ci sono le ragioni più intime di questo libro."

                                                                                                       TERNITTI

La storia di Mimì Orlando, donna coraggiosa e dei letali uncini dell'amianto che hanno fatto strage di una generazione, diventerà presto un film. Mario Desiati, entrato in cinquina dello Strega con "Ternitti", racconta una storia che brucia.
Un lunghissimo fiume ha attraversato la frontiera tra Italia e Svizzera, negli anni settanta.
Era un torrente di persone, una marea di uomini e donne che dalla Calabria, dalla Sicilia e  dalla Puglia andavano in cerca di miglior sorte nelle fabbriche svizzere.
Alcuni sono riusciti a strappare qualche millimetro alla miseria cui erano condannati. Altri, i più fortunati, sono riusciti a garantire a sé stessi e alle proprie famiglie una vita dignitosa, più ricca; nella speranza lineare, progressiva, che ciascuna generazione avrebbe il diritto di sognare per sé: “per i miei figli le cose andranno meglio, la vita sarà più semplice”.
Ma tanti, tantissimi sono stati ingannati.
Usati come mano d’opera a basso costo per produrre profitti eccezionali, hanno sacrificato braccia, occhi, torace e polmoni a un nemico invisibile che, anno dopo anno, è penetrato dentro di loro e ha lasciato nei loro corpi un’eredità velenosa.
“Ternitti” è la storpiatura dialettale per “eternit”, la fibra d’amianto che veniva colata incandescente negli stampi, e la cui lavorazione spargeva nell’aria migliaia di sottilissimi aghi letali.
Ma “ternitti” è anche una parola salentina per indicare il tetto, ciò che sta sopra le nostre teste, e in quella paradossale, involontaria, tremenda ironia si cela parte dell’ambiguità che rende efficace il racconto di Desiati.
È la storia di una generazione che fece di necessità virtù, e che un tetto sulla testa, per quanto misero, lo poté avere solo grazie a quel lavoro, a contatto per decenni con l’amianto.
Mimì Orlando è la protagonista della storia. La incontriamo ragazzina nel 1975, al momento della sua partenza per la Svizzera, e poi sarà un salto di vent’anni a riconsegnarcela, madre di una figlia già grande, tornata definitivamente al suo paese.
Mimì rompe le convenzioni della provincia in cui vive, è una donna anticonformista, non per presa di posizione, ma per il suo modo di sentire. Questo la rende ammirata e invisa ad un tempo, nella provincia salentina alla quale ha scelto di tornare, “il mento alto e gli occhi piantati sull’orizzonte”. Gli uomini le sciamano attorno, come api attorno al miele, ma molti sono segretamente intimiditi da quella tempra volitiva e indomita.
Gli uomini di Mimì, però, rappresentano però ai suoi stessi occhi un pallido riflesso di quell’amore irripetibile che vent’anni prima, ai giorni del “ternitti” per lei è stato Ippazio, detto “Pati”.
Eredità della sua relazione con Pati è Arianna, studentessa in medicina che intrattiene con la madre un rapporto complesso, contraddittorio.
Arianna non ha mai conosciuto suo padre: una ferita profonda, insanabile, che lui ha inferto alla madre prima che lei nascesse, è sempre lì ad occupare il posto di quell’uomo, e impedisce ogni riconciliazione.
Desiati racconta una storia a cavallo di quattro decenni che è un tributo alla gente del Capo, estrema e bellissima propaggine italiana fra l’Adriatico e e lo Ionio, cosparge di sale una piaga storica troppo a lungo taciuta e, attraverso il carattere di una donna forte e ribelle, offre il risarcimento della letteratura a un’intera generazione

 

 Care ragazze, cari ragazzi , che ne direste , durante le vacanze di Natale, di leggere uno di questi libri?
 Sono disponibili per il prestito, a partire da venerdì 16/12/12, h.9.00-12.00, presso la Biblioreca d’Istituto e dovranno essere restituiti entro il 9/01/12.

  P.S. : gli ‘Incontri extravaganti’ non sono dedicati solo ai lettori, ma a quanti sono  

            appassionati di vita    (’Per saper leggere bisogna saper vivere’ – Guy Debord )

  
                    Un abbraccio grande e Buon Natale!!!

                        Prof.ssa Mariolina Cicerale

                                  (Responsabile iniziative culturali Liceo ‘Lanza’)


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